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Wild in love.. un magico momento
Un acquario di discus selvatici e' un grosso impegno... ma puo' regalare dei momenti indimenticabili come quello che mi han regalato i miei discus: una riprouzione in acquario di comunità...
Il racconto passo per passo di questa bellisisma esperienza.
Nell’autunno 2005 ero da poco approdata sul DiscuPortal; ciò aveva determinato una grande attività da parte mia sia per l’ ennesimo allestimento di un acquario sia per l’ impegno richiesto dal forum del DiscusPortal.
Nel salotto di casa mia, circondato dalla frenetica quotidianità di adulti, bambini, gatti ed un continuo via vai di gente, c’è ancora oggi un acquario aperto di 400 litri che in quel periodo ospitava 7 discus selvatici ( 1 Heckel, 3 Namundha blu, 1 Red Tefè,1 Brown e 1 Alenquer), un branco di Petitelle georgeae, loricaridi vari ed una graziosissima razza d’acqua dolce
(Potamotrygon Reticulatus).
La passione per i discus selvatici mi aveva coinvolta 18 mesi prima ed ero da poco stata fulminata dall’ Heckel-mania : cercavo, quindi, di realizzare un acquario esclusivamente dedicato a loro.
La mia esperienza con i discus selvatici, ed in particolare con gli Heckel, fino a quel momento si era maturata in modo tranquillo; non mi considero una esperta di questi pesci ed i discus che nuotavano nell’acquario non erano certo di grande valore, ma mi accingevo a fare un passo importante e ciò mi portava ad impegnarmi nello studio di tutto quello che trovavo in rete sugli Heckel per cercare di capire come poterli tenere al meglio, senza tuttavia cercare di giungere alla riproduzione, che consideravo al di sopra delle mie possibilità, in termini di capacità ed impegno.
La sera del 1° novembre osservavo l’acquario, quando mi accorsi dei colori particolarmente accesi dell’ unico Heckel che nuotava tranquillo in mezzo agli altri discus.
Nella colorazione smunta tipica degli Heckel, all’improvviso c’erano sfumature blu su tutto il corpo e le barre erano molto più marcate.
Osservando attentamente mi accorsi che … stava succedendo qualcosa di strano : il giovane Heckel si pavoneggiava vanesio davanti ad una Namundha Blu, una pesciolona grande e dall’aria ‘vissuta’.
Abituata ad assistere con i discus allevati a vibramenti, scuotimenti ripetuti e pulizie varie del substrato scelto dalla coppia prima della deposizione, non credevo ai miei occhi quando dopo 10 minuti vidi, senza alcun segno premonitore, la Namundha che deponeva sulla lampada UV immersa in un angolo della vasca ed incredibilmente il maschio Heckel che passava sopra le uova per fecondarle.
‘Allibita e incredula’ : sono le parole giuste per definire il mio stato d’animo e, parlando al telefono con un amico di quello che stava accadendo nel mio acquario, il consiglio che ricevetti fu : - ” Presto, fai delle foto!! Perché, se lo racconti solamente, non ci crederà nessuno!!!” - .
In effetti stentavo a crederci pure io…
Presi al volo la mia digitale e, nonostante la posizione un po’ scomoda, riuscii comunque ad immortalare quel momento.
La sera stessa inserii le foto
sul forum ed il risultato fu un coro di sorpresa incredibile perché …
mai e poi mai qualcuno avrebbe scommesso un solo euro che io riuscissi
a convincere due selvatici a riprodursi nei miei acquari !
Non ci avrei scommesso nemmeno
io, anche perché, in verità, mi ero limitata a guardare ciò che
accadeva : del resto … facevano tutto loro !
Provavo un’incredulità totale …
non mi sembrava possibile potesse accadere ... in un acquario di
comunita’ cosi’ promiscuo, dove i discus stavano da pochi mesi, in un
ambiente tutt’altro che tranquillo.
Mi dicevo … : “Io che faccio
riprodurre un Heckel??? Naaaaaaaaaaaah !!!”; eppure stava succedendo
nell’acquario dove IO avevo creato un ambiente che, tutto sommato,
aveva garantito un certo benessere ai miei pesci … quindi ... perchè
non crederci ????
Ma il magico momento era
sembrato svanire subito, perché la mattina dopo i due innamorati
facevano colazione con le “uova strapazzate” …
“Va be’ ” : ho pensato ... mi ero illusa di poterci riuscire.
Nei giorni successivi cercai di
dare una spiegazione a quanto accaduto, pensando e ripensando a “come
avevo fatto, che valori dell’acqua avevo, cosa avevo fatto di
particolare, cosa avevo dato da mangiare, ecc. …”
I valori dell’acqua il giorno dopo la deposizione erano:
pH = 5,5, cond. = 100, kh = 1, no2 = 0, no3 = 20 ;
Avevo cambiato l’ acqua il giorno prima, a dieci giorni di distanza dall’ultimo cambio.
Già di per sé questa era una cosa anomala, perché di solito effettuo regolarmente i cambi d’acqua ogni 7 giorni.
In quella specifica occasione,
però, l’acqua RO mi occorreva per riempire il nuovo acquario e avevo
quindi dovuto posticipare di qualche giorno il cambio stesso.
Non avevo prestato una cura
particolare all’acqua, che era d’osmosi, miscelata con un 10% di acqua
di rubinetto, senza ricorrere nemmeno ad una prefiltratura; all’acqua
aggiungevo solo un po’ di oligoelementi.
Ne’ biocondizionatori, ne’ torba : semplicemente acidificavo con un po’ di CO2.
L’alimentazione dei pesci era composta da surgelati vari : tubifex liofilizzato, granulato e spirulina.
In realta’ ero concentrata su
altro e l’acquario dei selvatici non nutriva grandi mie attenzioni, pur
garantendo una cura costante e regolare.
Nei giorni seguenti,
nell’acquario si notava uno strano comportamento di tutti i discus : la
coppia che aveva deposto aveva preso possesso dello spazio al lato
opposto di dove era avvenuta la deposizione.
Teneva a bada tutti gli altri 5
discus e la razza, che si ostinava a volere a tutti i costi planare
sopra di loro, facendo infuriare l’ Heckel, che la puntava rabbioso per
allontanarla…
Di fatto era stata stabilita una “NO FLY ZONE”, e l’ Heckel faceva di tutto per far rispettare le regole e …i piani di volo !
Ma da parte di questa coppia
nessun accenno a voler deporre : ne’ vibrazioni, ne’ corteggiamenti,
ne’ pulizia di un substrato ; nulla.
Qualcosa di incredibile si
stava, nel frattempo, verificando in vasca : tutti i discus avevano dei
colori vivissimi e ogni tanto qualcuno vibrava, c’erano movimenti
languidi nelle code, strofinamenti tra i fianchi, ma non riuscivo a
capire come fossero divise le coppie ...
Oramai avevo battezzato l’acquario : “il bordello”.
Nel giro di 48 ore l’acquario
era diviso in tre zone presidiate da tre coppie diverse, di cui una
decisamente anomala : un discus, infatti, era rimasto scompagnato, ed
obbligato a condividere la sua porzione on la razza che vorticava intorno rabbiosa, scacciata com’era da ogni posto in cui cercava di posarsi.
Nel frattempo cercavo di pensare a cosa fare.
Avevo un acquario da 500 litri pronto per ospitare dei discus, ma spostare i discus in quel momento così delicato equivaleva a cambiare il loro ambiente e abbassare di molto le possibilita’ che così si riproducessero.
Il dubbio era fortissimo : spostare una o piu’ coppie?
Forse era meglio lasciare stare e vedere cosa succedeva …
Mentre mi scervellavo in cerca di una soluzione, i discus decisero in mia vece.
La coppia Heckel x Namundha 15 gg dopo la prima deposizione ci riprovò usando come substrato una foglia di Echinodorus Ozelot.
La cosa incredibile e’ che il tutto e’ avvenuto davanti agli occhi di tutta la mia famiglia, con l’obiettivo della mia digitale a pochi centimetri dal vetro dell’acquario e, oltretutto, in un acquario di comunita’ che tutto garantiva, fuorché la necessaria privacy.
Seguii quel magico momento con indescrivibile emozione.
Avevo visto spesso i miei discus allevati deporre, ma questa coppia di selvatici rappresentava per me qualcosa di veramente speciale.
Cercai di non illudermi : quando la sera lasciai una piccola luce accesa per consentire alla coppia di vigilare sulle uova, già immaginavo la famelica razza che in un lampo spazzolava via tutto; invece, la mattina dopo le uova erano ancora tutte là…
Misurai nuovamente i valori dell’acqua che erano diversi da quelli di 15 giorni prima:
pH =5,8, cond. = 240, kh = 2.
La mattina successiva misi in subbuglio tutti gli amici in cerca di una soluzione per cercare di proteggere la covata dal resto degli abitanti dell’acquario.
I due genitori erano indaffaratissimi a scacciare i troppi abitanti dell’acquario : impensabile, quindi, che potessero andare avanti così a lungo.
Avrei voluto spostare la razza, che rappresentava il predatore più pericoloso, ma spostare una razza equivale a sfidare la sorte perché già si adattano male alla cattività : addirittura spostarla in un altro acquario il più delle volte vuol dire farla morire, come purtroppo accadde qualche mese dopo.
Aguzzai l’ingegno e realizzai un divisorio utilizzando dei tubi di plastica come telaio e della rete da zanzariera – che avrebbe garantito un continuo, seppur ridotto, passaggio d’acqua - cucita intorno ai tubi stessi.
Con pazienza, cercando di non spaventare troppo i pesci, riuscii a creare un recinto, una sorta di cubo, isolando così la coppia e la loro covata.
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